Maria, Madre di Dio

Il primo Gennaio, ottavo giorno della festa di Natale, si celebra la festa di Maria Madre di Dio. Si tratta di una festa molto antica, come antico e “sofferto” è questo appellativo di Maria: Madre di Dio.

Le radici di questa festa risalgono al quinto secolo, più precisamente al 431, anno in cui si è svolto un Concilio nella città di Efeso, in Turchia. In questo Concilio si è discusso della possibilità o meno di chiamare Maria Madre di Dio. Si stava infatti diffondendo tra alcuni cristiani il pensiero che Maria fosse la madre di Gesù-uomo. Iniziarono a pensare che il Gesù-uomo non fosse proprio uno con il Gesù-Dio, ma che piuttosto lo ospitasse, che fosse la casa in cui abitava. Maria andava chiamata quindi Madre di Cristo, e non Madre di Dio.

Quale era quindi il centro della discussione? Se Dio si è fatto uomo. Oggi siamo troppo abituati a pensare che Gesù era Dio e questo non ci dà alcun fastidio. A pensarci bene, però, qualche dubbio è lecito averlo. Se è Signore del mondo, non poteva fare in modo da nascere in condizioni più agiate? Non poteva fare in modo di non dover soffrire? Non poteva salvare s. Giuseppe dalla morte e non rimanere orfano? Non poteva concedersi dei privilegi unici? Non poteva, con uno schiocco di dita onnipotente, risolvere in un attimo tutti i problemi del mondo come nei film?

E invece ha scelto di condividere in tutto la nostra condizione, e questo è un po’ scioccante. Ha voluto condividere la nostra vita in tutto, senza concedersi eccezioni e senza risparmiarsi nessun problema. Se siamo arrivati a questa certezza, è anche grazie a tutti i dubbi che sono sorti nella storia, che ci hanno costretto ad approfondire la nostra fede e a cercare conferme di quello che crediamo.

Se crediamo che Dio si è fatto uomo, allora possiamo già credere anche a tutto quello che riguarda sua madre Maria, anche se si direbbero cose incredibili. In lei si verificano dei paradossi temporali e di causa-effetto che solo la fede ci permette di capire. È creatura che partorisce il creatore, è figlia di suo figlio, è libera dal peccato originale fin dal concepimento in virtù della morte di Gesù in croce, che sarebbe avvenuta molti anni dopo.

In lei convivono due caratteristiche comuni, ma non conciliabili: è allo stesso tempo vergine e madre; è pura, ma ha partorito il Messia. E tutto questo perché un giorno, quando le è stato proposto di dare a Dio tutti i suoi piani e di compiere la sua volontà, ha detto il suo sì.

Allora festeggiamo la sua obbedienza, la sua generosità, la sua umiltà, che le hanno permesso di diventare Madre di Dio. E festeggiamo che, in fondo, basta poco per diventare un miracolo vivente, basta dire un sì e lasciare che Dio faccia tutto il resto.

don Luigi Menna

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